Posizionamento Revenue e Percezione

Posizionamento, Revenue e Percezione: oltre l’illusione dell’ospite ideale

Non sempre il cliente che prenota coincide con quello che una struttura vorrebbe attrarre. È una realtà scomoda con cui molte strutture si confrontano ogni stagione.

Quando i profitti non crescono, la vendita diretta rallenta o l’intermediazione erode i margini, la reazione più comune è mettere in discussione le campagne pubblicitarie: cambiare canale, aumentare il budget, modificare il pubblico o affidarsi a un nuovo strumento.

Ma il problema, spesso, si trova altrove.

L’ospite ideale non è semplicemente quello che vorremmo avere. È quello che il prodotto, il posizionamento e il valore percepito consentono realmente di intercettare.

Il marketing non crea valore dal nulla. Può comunicarlo, renderlo riconoscibile e portarlo davanti alle persone giuste. Ma, prima o poi, amplifica anche tutte le incoerenze già presenti nella struttura.

Le tre trappole della strategia di acquisizione

Per attrarre il target giusto bisogna evitare tre errori ancora molto diffusi nel settore alberghiero.

L’illusione delle metriche di vanità

Un ROAS elevato, un aumento dei clic o un costo per conversione apparentemente basso non dimostrano, da soli, che la strategia stia funzionando.

Se le campagne intercettano persone che avrebbero prenotato comunque, se riportano sul sito una domanda già acquisita altrove o se generano vendite con margini ridotti e un alto tasso di cancellazione, il risultato pubblicitario può apparire positivo mentre quello economico rimane debole.

La domanda corretta non è soltanto: “Quanto fatturato hanno generato le campagne?”.

Bisogna chiedersi anche quanta domanda realmente incrementale sia stata prodotta, quale margine sia rimasto alla struttura, quale tipologia di ospite sia stata acquisita, quanta intermediazione sia stata ridotta e quante prenotazioni si sarebbero comunque verificate.

Una campagna può performare bene sulla piattaforma e risultare poco efficace per l’azienda.

Ignorare il momento in cui si trova l’utente

Il processo di acquisto non è uguale per tutti, questo è un assunto di base ormai assodato, e cambia continuamente in base alla struttura, alla destinazione, al periodo e all’urgenza della partenza.

Chi pianifica una vacanza con mesi di anticipo cerca ispirazione, rassicurazioni e motivi per scegliere. Chi deve partire tra pochi giorni vuole disponibilità, chiarezza e un percorso di prenotazione privo di ostacoli.

Utilizzare gli stessi canali, gli stessi messaggi e le stesse leve in fasi differenti significa trattare tutta la domanda come se avesse la medesima intenzione.

Il risultato è spesso un aumento della pressione pubblicitaria su persone non ancora pronte oppure, al contrario, una comunicazione troppo generica nei confronti di chi sarebbe già disposto a prenotare.

Lo scollamento tra promessa ed esperienza

La qualità degli ambienti, il servizio, l’accoglienza, la reputazione e l’efficienza del processo di prenotazione devono sostenere ciò che viene raccontato dalla comunicazione.

Dichiarare un posizionamento di fascia alta senza possedere la credibilità necessaria non innalza il valore della struttura. Alza soltanto le aspettative dell’ospite.

Ed è proprio la distanza tra aspettativa ed esperienza a determinare insoddisfazione, recensioni negative e perdita di fiducia.

L’ospite ideale tra fattori interni ed esterni

La capacità di attrarre un determinato cliente dipende da elementi endogeni ed esogeni.

I fattori endogeni appartengono alla struttura: qualità del prodotto, servizi, persone, reputazione, estetica, atmosfera, comunicazione e facilità di prenotazione. Sono gli aspetti sui quali è possibile intervenire direttamente.

I fattori esogeni riguardano invece la destinazione, la stagionalità, i collegamenti, la concorrenza e la percezione generale del territorio. Non possono essere controllati completamente, ma possono essere interpretati e comunicati in modo diverso.

Questa distinzione è importante perché molte strutture attribuiscono al mercato limiti che, almeno in parte, dipendono dal proprio posizionamento.

Oltre la destinazione: vendere l’eccezione, non la media del territorio

Uno dei fattori esterni più complessi è la percezione del contesto geografico.

Alcune strutture operano in destinazioni considerate economiche, congestionate dal turismo di massa o associate a un’offerta poco qualificata. Il rischio è adeguarsi automaticamente al prezzo e al livello medio della zona, con la convinzione che nessuno sia disposto a spendere di più in quel territorio.

Eppure, proprio queste destinazioni possono custodire risorse di enorme valore: un mare straordinario, un paesaggio incontaminato, una posizione privilegiata o scorci difficilmente replicabili.

L’ospite con una buona capacità di spesa non cerca necessariamente la destinazione più esclusiva. Cerca il modo migliore, più confortevole e più coerente con le proprie aspettative per vivere quella destinazione.

La struttura, quindi, non deve giustificare il territorio. Deve dimostrare di rappresentarne l’accesso privilegiato.

Non vendere soltanto la località

La comunicazione di un resort non può (e non deve) limitarsi a promuovere il territorio come farebbe un ente turistico.

Deve rendere evidente la distanza tra l’esperienza comune della destinazione e quella vissuta all’interno della struttura: la cura dei dettagli, la tranquillità, la riservatezza, la qualità del servizio e la protezione dal caos circostante.

Non si tratta di negare il contesto, ma di mostrare un modo differente di viverlo.

Trasformare il contrasto in valore

Quando la maggior parte degli operatori compete sul prezzo e sulla standardizzazione, una struttura capace di offrire tranquillità, stile e attenzione può diventare un’eccezione riconoscibile.

Il valore percepito aumenta perché l’ospite comprende che, in quel territorio e con quelle condizioni, le alternative realmente comparabili sono poche.

Non sta acquistando soltanto una destinazione. Sta scegliendo il privilegio di goderne il meglio senza subirne i limiti.

Revenue e Marketing: aumentare il prezzo per pressione o per valore?

La politica tariffaria rivela molto del posizionamento di una struttura.

La pressione della domanda è una leva legittima del Revenue Management. Aumentare le tariffe in presenza di una forte occupazione, di un evento o di una disponibilità limitata è corretto.

Il problema nasce quando la crescita del prezzo viene confusa con la crescita del valore.

ApproccioLeva principaleRischio strategicoImpatto sul brand
Prezzo sostenuto dalla pressioneDomanda, occupazione, eventi e disponibilità residua.Creare aspettative superiori alla qualità reale dell’esperienza.Produce risultati nel breve periodo, ma non consolida necessariamente il posizionamento.
Prezzo sostenuto dal valoreProdotto, servizio, reputazione e riconoscibilità.Richiede tempo, investimenti e continuità.Rafforza stabilmente l’ADR, la reputazione e la capacità di vendita diretta.

Vendere una camera a 500 euro perché la struttura è quasi piena può essere una corretta decisione tattica. Ma se il servizio e l’accoglienza ne restituiscono un valore percepito di 200 euro, l’ospite giudicherà l’intera esperienza sulla base della cifra pagata.

La tariffa diventa quindi una promessa.

Aumentare il prezzo per valore significa costruire un sistema nel quale prodotto, persone, estetica, servizio e comunicazione rendano quella cifra credibile e naturale.

Il Revenue Management non dovrebbe limitarsi a vendere l’ultima camera al prezzo più alto possibile. Dovrebbe ottimizzare il margine senza compromettere la reputazione e la capacità della struttura di trattenere il cliente nel tempo.

La matrice dell’allineamento strategico

DimensioneElementi principaliRischio di disallineamento
Fattori endogeniAmbienti, servizi, accoglienza, reputazione, sito e processo di prenotazione.Attrarre ospiti le cui aspettative non possono essere soddisfatte dalla struttura.
Fattori esogeniDestinazione, stagionalità, collegamenti, concorrenza e percezione del territorio.Subire il posizionamento medio della zona e competere quasi esclusivamente sul prezzo.
Punti di contattoGoogle, Meta, email marketing, OTA, sito e personale di vendita.Pagare commissioni o advertising per una domanda già acquisita, poco qualificata o non coerente con il prodotto.
Politica tariffariaOccupazione, domanda, valore percepito, reputazione e marginalità.Aumentare il prezzo senza rendere credibile l’esperienza promessa.

Il marketing come strumento di selezione

Esiste un passaggio che distingue la gestione passiva della domanda da un posizionamento consapevole: il coraggio di selezionare.

Le campagne e la comunicazione di una struttura non devono convincere chiunque a prenotare. Devono aiutare il cliente affine a riconoscersi nell’offerta e, nello stesso tempo, rendere chiaro a chi cerca altro che quella struttura potrebbe non essere la scelta giusta.

Un posizionamento forte non include tutti. Seleziona.

Attrarre ospiti non coerenti con l’identità della struttura può produrre prenotazioni nell’immediato, ma genera anche costi meno visibili: aspettative difficili da gestire, maggiore pressione sul personale, recensioni incoerenti e progressivo indebolimento dell’atmosfera promessa agli altri clienti.

Non si tratta di giudicare il valore delle persone in base alla loro capacità di spesa. Si tratta di costruire coerenza tra ciò che l’ospite desidera e ciò che la struttura è realmente in grado di offrire.

Costruire la coerenza che rende efficace il marketing

L’ospite attento alla qualità e meno condizionato dal prezzo non si intercetta semplicemente impostando un target demografico sulle piattaforme pubblicitarie.

Sceglie quando percepisce coerenza lungo tutto il percorso: dalla prima immagine vista sui social alla chiarezza del sito, dalla trasparenza delle tariffe alla rapidità delle risposte, fino alla capacità della struttura di farlo sentire accolto prima ancora del suo arrivo.

Non paga soltanto i servizi tangibili. Paga l’atmosfera, la cura, la naturalezza dell’accoglienza e la certezza di aver trovato un’esperienza autenticamente diversa dalle alternative disponibili.

Quando questa coerenza manca, investire di più in pubblicità non risolve il problema. Lo rende soltanto più costoso.

Quando invece prodotto, territorio, Revenue Management e comunicazione parlano la stessa lingua, il marketing smette di essere una rincorsa continua all’acquisizione e torna a svolgere la sua funzione più importante: amplificare un valore già esistente, renderlo riconoscibile e portarlo davanti alle persone giuste.

Scopri se facciamo al caso tuo

Lascia i tuoi recapiti, ti ricontatteremo per capirne di più!

Nome*
Cognome*
Ragione Sociale*
Dove si Trova la tua Struttura*
Indirizzo Email*
Numero di Telefono*
Quali obiettivi vuoi aggiungere*
Note*
I suoi dati non verranno conservati né strutturati. Tramite questo modulo verrà inviata un’email di corrispondenza. Pertanto i suoi dati non verranno trattati in alcun modo, ai sensi del regolamento UE 2016/679.
Iscrivimi alla newsletter - ai sensi dell'art.130 del d.lgs. 196/2003, presa visione dell'informativa privacy presto il consenso all'invio di informazioni commerciali sui servizi di Villaggio Sold Out